Brindare in compagnia degli amici è sempre bello e piacevole. Ma quando si beve, si conosce davvero ciò che si sta degustando?
Spesso, si parla di bollicine, facendo riferimento al prosecco e metodo classico. Ma si tende a far confusione, in quanto sono tipologie differenti.
Il Prosecco è un vitigno dove si produce il Prosecco DOC, famoso vino veneto, diventato uno dei più esportati nel mondo. E’ prodotto con il metodo Marinotti-Charmat ed è composto dall’ 85% di uva Glera. Viene fermentato all’interno di un’autoclave per un massimo di 6 mesi, periodo in cui gli zuccheri del vino fermentano e danno vita alla spumantizzazione.
Il metodo classico invece, è il metodo Champenoise di spumantizzazione. Quest’ultima avviene nei vini grazie all’aggiunta di lieviti. Vengono aggiunti nella bottiglia e lasciati fermentare dai 4 ai 6 mesi. Passato il periodo adatto, le bottiglie subiscono una rotazione chiamata Remuge. Inserita la bottiglia a temperatura bassa in una specifica sostanza, i lieviti aggiunti precedentemente si depositeranno al collo della bottiglia, per essere espulsi nel momento in cui viene stappata la bottiglia. Lo spumante avrà una denominazione differente in base alla quantità di zucchero presente al suo interno (Brut Extradry, Dry, ecc.).
Lo spumante con il metodo classico più rinomato è il Franciacorta ed il Trento DOC.
Quando parliamo di “bollicine”, si intende un vino che contiene anidride carbonica. Quest’ultimo potrebbe essere sia un prosecco che uno metodo classico. Anche se normalmente, le persone ne identificano lo spumante.
Gli spumanti sono dei vini che non hanno una denominazione. Possono indicare sia il prosecco che il metodo classico, in quanto entrambi subiscono un processo di spumantizzazione.
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